giovedì 11 dicembre 2008

Non so

Dati tecnici: Volume del 2003, è l'opera di successo di Licalzi (esordio nel 2001 con "io no"). Romanzo di 250 pagine circa, velocissimo e facile da leggere.

Trama:
La storia di Mario è quella del classico trentenne che conosce tardi la propria maturazione, il proprio lanciarsi nella vita dimenticandosi i residui in polvere dell'adolescenza e della giovinezza.
Restìo a prendere decisioni, a caricarsi sulle spalle le responsabilità e la propria propria crescita, avrà a confrontarsi con Giulia (la sua ragazza, con la quale avrà un figlio) e con le difficoltà della vita (lavoro, essere padre, confronto con la morte e il dolore). E' quasi un diario personale che potrebbe essere disegnato sulla pelle di molte persone, quelle persone che (per definizione stessa del volume) rispondono "non so" ai sondaggi, rispondono "non so" davanti ai bivi, non sanno far altro che dire "non so" quando devono fare una scelta.

Commento: Per certi versi l'ho trovato autobiografico, ma questo è un parametro soggettivo: qualcuno può rivedersi nei panni di Mario, qualcun'altro no. Resta il fatto che la vita di questo personaggio è fondamentalmente molto presente e credibile, le sue passioni e il suo essere spirito libero che non si vuole conformare alla realtà dura della vita è passaggio personale di molti (tutti?), chi più chi meno. Sciolto e veloce nella lettura, è fin troppo "leggero" in alcuni pezzi. Soprattutto andando avanti con la lettura è palese il senso di deragliamento: il "non so" del titolo lascia spazio ad altri eventi, ad altri episodi della vita di marco, e secondo me esce un pò dal senso del romanzo.
La sensazione finale è di aver iniziato un libro con delle aspettative, e di averlo finito con un bottino personale diverso. Non che ne sconsigli la lettura, ma lo spaesamento finale non bilancia secondo me le ore spese: non ne esci arricchito, nè ci rifletti più di tanto.

Voto complessivo:
6-

lunedì 22 settembre 2008

IT

Dati tecnici: Romanzo del 1986, uno dei più famosi di King, se non IL più famoso. Tratto dal libro è il film omonimo del 1990 (vedi sotto). Decisamente lungo (più di 1200 pagine, è catalogato come uno dei grandi capolavori dell'Horror)

Trama: 7 ragazzi nella cittadina di Derry (nel Maine, come sempre), passano parte della loro giovinezza a combattere contro le difficoltà dell'essere bambini, della lotta con i bulli della scuola ma soprattutto contro un mostro che (si scopre ciclicamente, ogni 27 anni circa) uccide e divora soprattutto i bambini, mostrandosi sottoforma dei loro più terribili incubi (vampiro, mummia, lupo mannaro, a seconda della paura più nascosta nella vittima) attirandoli spesso con forse la forma più inquietante: un pagliaccio con i bottoncini arancioni, a prima vista simbolo di gioco e spensieratezza, ma terribile e violento come nessun incubo mai vissuto prima. E' proprio sottoforma di pagliaccio che uccide e divora George, il fratellino del protagonista della storia, Bill.
Da quel momento è una caccia che si protrarrà per un arco di 28 anni, prima quando i 7 bambini capeggiati da Bill affrontano il pagliaccio Pennywise (così si fa chiamare) nelle fogne della città; poi da adulti, quando ritornano loro malgrado alla cittadina Natale, perchè Pennywise è tornato, un'altra volta, come sempre, come ogni ciclo. Per batterlo una volta per tutte.

Commento: Una storia lunga, davvero molto lunga. Con tanti intermezzi e parentesi che ormai sono classicismi formali e tecnici del Re. Per certi versi, mio personale punto di vista, le storie singole dei 7 ragazzi, i flashback e le storie che (sembra) poco centrino con la trama generale sono parte integrante e ben funzionale della storia: insomma, anche se sembrano frenare il racconto, non disturbano effettivamente la lettura.
Piuttosto, è la lotta con It che a mio modo di vedere cade pagina dopo pagina verso il baratro finale: probabilmente King voleva raccontare una paura troppo grande o troppo difficile da rappresentare, e già aveva scritto 1000 pagine di preambolo...farne altre 1000 per raccontarne la lotta sarebbe stato troppo. E le 100 finali rendono male la doppia sfida da bambini e da adulti (sempre portata avanti in parallelo, e questo è un bene).
Capire esattamente cosa è IT, da dove arriva, cosa vuole (e nella parte finale del libro è "spiegato") è ciò che, se mi si permette un parallellismo quasi scandaloso, Tolkien ha scritto nel Silmarillon: ovvero il "prima" è talmente importante e vasto, che bisogna spiegarlo a parte.
Scritto invece quasi in appendice a IT è svilente nei confronti di un volume da 1200 pagine che, per quanto è stato preparato nella stesura e nella trama, merita di più. Insomma, una pessima chiusura della storia, a mio modo di vedere. IT è il male che esisteva prima del mondo? Mah. Spiegato col culo, secondo me.

Ottimi davvero i punti in cui ognuno dei 7 personaggi ritorna mentalmente al proprio passato e riscopre i posti e le persone con cui ha passato la propria infanzia. Ad esempio il punto in cui Bill ritrova Silver (la sua vecchia bicicletta) nella vetrina di un negozio di oggetti usati.
Sono molti i punti in cui King torna sull'infanzia (e relativi traumi) e sull'argomento "memoria", e questi sono i veri momenti cardine su cui ruota la storia. E forse, gli unici in cui si spendono buone ore di lettura.
Invece il rito con cui viene sconfitto definitivamente It e alcune pippe sull'amicizia (davvero troppo pedanti) e sull'unità del gruppo (scadendo in panzane incredibili) sono le vere pecche di un volume che per 1200 pagine forse non vale la pena spenderci il proprio tempo, sinceramente.

Voto complessivo: 5

[sotto: il pezzo incipit, che nel libro è molto meglio. Strano]



mercoledì 16 luglio 2008

Il cacciatore di draghi

Dati tecnici: Uno dei lavori di Tolkien (datato 1949 e uscito nel 1975 per la prima volta) che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche e variazioni. E diverse versioni sono disponibili in libreria. Di neanche un centinaio di pagine tutto compreso, è un libro che si legge in una giornata.

Edizione consigliata e costo: La copertina a fianco è dell'edizione che ho letto io, forse la più completa. Prefazione e appendice del figlio di Tolkien, presenta il racconto completo di appunti, modifiche, cenni storici, versioni precedenti, note dell'autore. Diciamo una versione da appassionati-sbattoni, ma decisamente piacevole per la completezza e l'accuratezza. (Edizione 2005). Prezzo: 19,00 euro.

Trama: In una Britannia inventata e in un periodo non precisato, Tolkien racconta la storia del fattore Giles, della sua caccia al drago che infastidiva il paese, della spada Mordicoda (ammazzadraghi regalatagli dal re), Chrysophylax Dives e degli altri abitanti nel paese.
Al cavalcata di Giles alla ricerca del drago, lo farà tornare vincitore, ricco e famoso, tanto che prenderà il posto del re e diverrà il vero signore delle sue terre.


Commento: La storia di per sè non è un gran racconto, più che altro è una fiaba (che in effetti Tolkien scrisse per i propri figli). Ripercorre il grande mito degli ammazzadraghi e delle persone semplici che possono diventare dei veri e propri eroi, introducendo il classico narrare di Tolkien, i suoi personaggi un pò incredibili, un pò buffi e un pò meravigliosi, in un panorama semplice quanto "funzionale", anche se travestito da fiaba.
Lo leggi in un giorno, non rimani deluso. Ma va capito per quello che è, ed inserito in un contesto di "studio a Tolkien" ne si apprezza una sfaccettatura nuova (rispetto a Lo Hobbit, al Signore degli Anelli o al Silmarillion, ovviamente).
Senza pretese, e con la volontà di leggere un racconto che è quasi da bambini, si può decisamente affrontare in un pomeriggio.

Voto complessivo: s.v.
(Troppo particolare, troppo corto, troppo settoriale per dare un semplice voto)

domenica 29 giugno 2008

Le gazze ladre

Dati tecnici: romanzo di Ken Follett uscito nel 2001, poco più di 400 pagine di lunghezza.

Trama:
Il romanzo è ambientato nella seconda guerra mondiale, e si ispira ad un fatto realmente accaduto, ovvero ad un episodio in cui 50 donne hanno aiutato gli ivasori a sconfiggere la germania nazista. Il romanzo racconta, quindi, di 6 donne che grazie al proprio coraggio e alla loro abilità hanno causato danni ingenti nella Francia occupata distruggendo il canale più importante delle comunicazioni tedesche infiltrandosi nelle linee nemiche fingendosi donne delle pulizie.
L'azione, raccontata nell'arco di 5 giorni nel libro, è parallela alle loro storie personali, ad amori sbocciati, al panorama mondiale che nel frattempo sta mutando (la Germania perde colpo su colpo, per poi perdere la guerra) ed al duello a distanza fra il capo di questa squadra di ragazze, Flick, e il maggiore tedesco Dieter Franck che per tutto il romanzo dà loro la caccia.

Commento:
La guerra fa da sfondo a questo romanzo, intriso di colpi di scena e grandi intuizioni dei protagonisti che sono il vero fulcro della trama: Dieter Franck e Flick Cairet sono veri personaggi caratterizzati con molta cura ed emergono nel racconto come i reali trascinatori sia dell'azione sia, globalmente, del romanzo stesso. Il loro duello a distanza senza mai incontrarsi (uno a dar la caccia, l'altra a scappare sempre e comunque) è molto ben architettato, ma la storia in se non è propriamente un colpo di genio o una fucina di intuizioni: la storia è leggibilissima e, data l'ispirazione alla vera storia realmente accaduta, è anche credibile, ma sono troppi gli intoppi che hanno fatto incespicare la riuscita della missione e nel finale sono troppi gli elementi che ne costituiscono la classica fine da film americano.
Bella la fase dell'iniziativa, della preparazione e della stesura della missione, ma da quando le sei donne entrano in azione, la trama scade un pò e in alcuni tratti è scontata.
In ogni caso, è un capitolo della seconda guerra mondiale, uno dei mille tratti diversi che hanno contrassegnato vittorie e sconfitte determinanti per la conclusione del conflitto.
Non lo consiglio, ma nemmeno è una lettura buttata, semplicemente non è il romanzo del secolo.

Voto complessivo:
6

lunedì 12 maggio 2008

Saltatempo

Dati tecnici: volume del 2001, lunghezza di neanche 300 pagine. Racconto velocissimo da leggere.

Trama:
Saltatempo è un ragazzo che vive negli anni 50. Il suo vero nome è Lupetto (fra l'altro, il soprannome di Benni è "lupo", dunque leggermente autobiografico...) che prende questo strano soprannome dopo un suo incontro casuale con Dio, che gli regala il potere di andare avanti nel tempo grazie ad un "orobilogio" mentale. Da quel momento Saltatempo si "isola" spesso dalle situazioni, osservando ciò che sarà il futuro del suo paesino di montagna, della sua gente, dei suoi amici, di se stesso...scoprendo cose più o meno positive.
La sua storia intrecciata all'orobilogio è quella di uno studente alle prese col liceo, con l'università, con le sue adesioni al pensiero comunista, con la propria crescita personale e con le prime esperienze con l'altro sesso.

Commento: il libro scorre via che è una meraviglia; i pezzi che parlano del suo paesino e delle persone che ci vivono sono fantastici e l'incedere della scrittura è incalzante: ritmi sempre alti, momenti estremamente divertenti e pochi punti morti (anzi, quasi nessuno). Favolosi i punti con le descrizioni dei suoi compaesani, che quasi credi di averli conosciuti sul serio. In molti punti spensierato, in altri è un aggancio alla nostra giovinezza, ai tempi delle medie e del liceo, alla vita che un pò tutti abbiamo fatto nel nostro personale paese. La chiusura è un mix di inafferrabile e sognante, impersonale e un pò nostalgico. In sostanza, 300 pagine che valgono assolutamente il tempo speso.

Voto complessivo:
8+

lunedì 21 aprile 2008

Le invenzioni della notte

Dati tecnici: Volume di 380 pagine circa, di veloce lettura. Lavoro dell'autore Thomas Glavinic (austriaco), esce nel 2007.

Edizione consigliata e costo:
Collana: Biblioteca di Narratori della Longanesi, prezzo € 16.60.

Trama in breve:
il concetto è fra i più semplici del mondo; un uomo si sveglia e scopre di punto in bianco di essere rimasto solo sulla faccia della terra. Ovviamente da questo momento è stupore, terrore, paura, panico, domande e a catena tutto ciò che potrebbe capitare ad ognuno di noi in una situazione simile.
Le prime azioni, i primi posti in cui andare, le prime chiamate, le pippe mentali, la cose stupide e le reazioni razionali e irrazionali.
Poi, poco dopo, a Jonas cominciano a frullare in testa riflessioni sull'uomo, sul tempo, sulla nostra vita, sul significato delle esistenze...e comincia un viaggio personale per cercare risposte e per porsi nuove domande.


Commento:
penso che la storia del rimanere soli sia un semplice pretesto, una cornice in cui incastrare il dipinto di Jonas, che dal momento in cui capisce di essere l'unico essere su questa Terra, comincia un viaggio a ritroso nella propria vita e in quella dei suoi cari. Come un folle-razionale, si circonda di quegli oggetti che gli trasmettono il senso per rimanere su questo suolo; comincia un viaggio materiale e ne inizia mentalmente mille nuovi. Il senso del tempo, dell'attimo, del significato che hanno piccole cose, di quello che afferriamo e osserviamo ogni giorno...è tutto questo che Jonas cerca e infine trova, abituandosi pian piano ad essere solo, con la sua storia, il suo passato e il suo presente. E il futuro chissà.
Scritto a periodi brevissimi, in frasi concise e immediate, come il pensiero, fulminante è di facilissima lettura e e a tratti molto bello anche se in alcuni punti è un pò lento (come penso sia naturale in un contesto in cui ogni cosa è circoscritta alla sola vita dell'unico uomo sulla terra).

Voto complessivo:
7

venerdì 18 aprile 2008

Student guerrilla

Dati tecnici: Romanzo datato 2007 di Fukui Isamu (studente di 17 anni),. Lunghezza: meno di 400 pagine.

Edizione consigliata e costo:
Mondadori, 16,50 euro circa.

Trama:
In una City dei prossimi secoli gli studenti devono fronteggiare una società e soprattutto un sistema scolastico che li mette quotidianamente spalle al muro. Oppressione da parte di professori (Educator) e sorveglianti/polizia (Enforcer) che assieme umiliano, puniscono, limitano i ragazzi delle scuole. Lo spirito duro sembra voler portare ad educazione e disciplina, ma in realtà è puro controllo delle menti e delle forze.
Alcuni studenti si ribellano e formano la Truancy, un'associazione fuorilegge composta solamente da ragazzi e per molto tempo minano la società, uccidono Enforcer e distruggono punti chiave del sistema. Tuck è il protagonista che inizialmente suo malgrado si ritrova "arruolato" nella Truancy, e per tutta la durata del romanzo osserviamo attraverso i suoi occhi ed i suoi sentimenti cosa vuol dire una scuola di oppressione, la rabbia e la ribellione.

Commento:
Di per se il romanzo ha ben poco da dire: in alcuni punti è fin troppo semplice e la trama è a tratti scontata. Ma va dato atto all'autore (sedicenne!!) di aver scritto un pezzo di discreta fantasia da studente e molto scorrevole; quasi mai, infatti, ci si trova ad arrancare nella lettura, anzi.
Resta il fatto che il protagonista è caratterizzato male, alcuni punti evolutivi del suo pensiero e del suo carattere variano troppo in fretta, dando la sensazione di rimanere indietro rispetto al crescere del personaggio e lasciando una sensazione di inverosimile troppo pressante.
Prediamolo per quello che è e perdiamoci 400 pagine di discreta lettura di un racconto così così. Niente di più.

Voto complessivo:
6

lunedì 14 aprile 2008

Azione Immediata

Dati tecnici: Autobiografia di Andy Mc Nab, uscita nel 1997 dopo il grande successo di Pattuglia Bravo Two Zero. Lungo grossomodo come il precedente, circa 400 pagine.

Edizione consigliata e costo:
edizione da 8.90 euro della Tea libri, anche se esiste da 4,90 dei Best sellers da viaggio.

Trama:
rispetto alla storia vera della Pattuglia Bravo Two Zero, in questo capitolo letterario di Mc Nab la trama devia interamente sulla vicenda personale di questo soldato: dalla sua giovinezza (in cui 16enne si arruola nei green jackets per poi arrivare nel S.A.S.), all'addestramento, alle esperienze personali che lo hanno segnato. Forse più "tecnico" del precedente, e meno romanzato, ma sicuramente molto efficace nel complesso.

Commento:
può sembrare, a prima vista, che questo volume di Mc Nab sia l'autobiografia di un fanatico soldato, che in 400 pagine snocciola dati tecnici su come si monta un AK-47 e ci riempie la testa di noiosissime tecniche militari e chissà che altro. Invece nella lettura si scopre un vero personaggio (peraltro già evidente in Pattuglia Bravo Two Zero), un uomo alla continua scoperta di se stesso, che si confronta con la morte, la vita, l'addestramento, vissuto con alcuni segmenti di "sfiga", quasi che sotto quella divisa non c'è un soldato o una macchina di morte, ma semplicemente un uomo normalissimo che fa di questa carriera militare l'unico modo per sfuggire ad un'amara esistenza e ne fa la propria scuola di vita, nel bene e nel male.
Fantastica la parte dell'addestramento, un misto di cinismo, continui confronti con i compagni, fanatismo (di altri), tecnicismi (pochi in verità) e umorismo nero (vera caratteristica portante di questo soldato-scrittore-personaggio).
Lo consiglio soprattutto a chi ha grosse remore per questi argomenti (me per primo): aiuta a sfatare e smontare alcuni castelli e a sdrammatizzare sui temi che negli anni ci sono stati costruiti in testa (Tom Clancy), comprendendo cose nuove di mondo che nei meandri ci è comunque sconosciuto, con una verve tutta particolare.
Conoscere un mondo nero nel quale impari tuo malgrado a sopravvivere, viverci dentro, capirne tutte le sfaccettature, e prenderlo per il culo. Questo è Andy.

Voto complessivo : 8,5

mercoledì 9 aprile 2008

Pattuglia Bravo Two Zero

Dati tecnici: Romanzo ambientato durante la guerra del golfo, viene pubblicato per la prima volta nel 1993 in lingua inglese, poi tradotto in italiano esce nel 1997. E' un grande successo e diventa subito un best seller. Lunghezza: circa 400 pagine.

Edizione consigliata e costo:
Edizione economica (tea libri, o altri, edizione) 8,50 euro. Edizione originale circa 18 euro. Da comprare nell'edizione originale, ovviamente.

Trama:
E' la storia (vera) di un soldato inglese durante la guerra del golfo del 1990, raccontato dal protagonista. Mc Nab (ovviamente pseudonimo) comanda un gruppo addestrato di militari, che hanno il compito di sabotare le linee di comunicazione e trovare le piste di lancio missilistiche di Saddam Hussein.
La missione prende quasi subito una pista diversa, quando la pattuglia Bravo Two Zero che Andy Mc Nab comanda (8 uomini in totale) viene scoperta.
Da lì è fuga nel deserto, sopravvivenza, lotta durante la prigionia e resistenza alle torture.

Commento:
La storia, di per se, è interessante, per quanto punto di vista unilaterale di un militare fatto prigioniero dagli iracheni e per quanto l'argomento magari risulti troppo "di settore" e ostico ad alcuni lettori. A mio parere è comunque un gran bel libro per 2 motivi: uno perchè è scritto molto bene, e a parte alcuni aspetti tecnici poco importanti e dispersivi è un punto di vista molto vicino e fedele sulla guerra del golfo, sugli aspetti del combattimento, sulla prigionia, sugli interrogatori che devono subire i prigionieri, sulle torture e sui "miti" di guerra sfatati da chi per primo ne ha preso parte (da questo libro è poi stato fatto a proposito un film omonimo).
L'altro motivo è la caratteristica portante di Mc Nab, che per capirci, lo differenzia dalla miriade di volumi sulla guerra e sullo spionaggio (Tom Clancy per dirne uno, che è nettamente diverso): la cinica ironia, anche quando parla di drammi o di morte, alcune battute fenomenali sparse nei vari libri, l'assurdità di alcuni momenti che si è trovato a vivere, la capacità di rendere gradevole la lettura di un genere come questo anche ad un lettore come me, che a tratti trova il mondo militare, le armi e tutto il resto un'accozzaglia di argomenti irritanti.
Mc Nab nei vari libri diventa un personaggio, anche quando lo si ritrova nei panni di Nick Stone, protagonista inventato dei suoi romanzi, scritti dopo la prigionia. Nick è ovviamente il suo sosia, e ne incarna perfettamente i modi di fare, di dire e di comportarsi, e come in una soap opera o in un telefilm a puntate, si impara in fretta a capire e interpretare i romanzi trovandosi spesso a pensare "oh, tipico di Andy questo pezzo", fino ad affezzionarsi, dico sul serio.

Lo stra-consiglio.

Voto complessivo:
8

lunedì 10 marzo 2008

Le pietre magiche di Shannara

Dati tecnici: Secondo volume della saga fantasy di Brook, dopo La spada di Shannara. La prima edizione (seguita da molte altre) è del 1984 e ha una lunghezza di circa 500 pagine.

Edizione consigliata e costo: Quella nell'immagine, costo inferiore ai 10 euro.

Trama: Il secondo capitolo della saga racconta la storia del figlio di Shea Ohmsford, Will. Tutto ruota attorno alla sua figura e a quella del saggio Allanon, tornato a collaborare con gli elfi e gli uomini dopo che una "nuova" minaccia incombe sulle Quattro Terre.
Da qualche tempo, infatti, l'Eterea (l'albero che fa da guardiano fra il nostro mondo e quello dei demoni) sta morendo, e il baratro si sta allargando, lasciando spazio libero ad una tremenda e possibile invasione.
Il compito di Will è condurre Amberle, una ragazza elfa, a piantare il nuovo albero dopo aver immerso i semi nel Fuoco di Sangue: il viaggio è lungo e lui ha soltanto le pietre magiche di Shannara ad aiutarlo nel proteggere la ragazza (le pietre gli permettono di cantare e creare illusioni e protezione per se e per i compagni di viaggio).
Al termine del viaggio sarà proprio la ragazza, Amberle, a scoprire il senso di questo tragitto e la reale soluzione per salvare il mondo intero dall'invasione dei demoni.

Commento: Di per se la storia non ha niente di speciale, in alcuni tratti è scontata (come godibile allo stesso tempo in verità) e di certo non lascia a bocca aperta.
Sulla falsa riga del capitolo precedente, tutto ruota sul significato del lungo viaggio nel quale diverse forze entrano in gioco (la saggezza e il supporto del druido Allanon, comunque bellissima figura), la crescita dei protagonisti (Will, antipaticissimo, e Amberle, fin troppo saggia per essere una ragazzina), l'inseguimento delle forze del male (il camaleonte e il mietitore: quest'ultimo vero personaggio della vicenda, un cattivo con la c maiuscola, perfetto e caratterizzato splendidamente) e il supporto di persone incontrate nel viaggio (Eretria, una zingara che lascia la sua compagnia viaggiante per aiutarli).

Per quanto la storia non sia eccezionale, rimangono comunque alcuni personaggi e alcuni tratti (la caccia nella fortezza di Paranor su tutti) che valgono il tempo della lettura. Non ha grandi pretese e anche per chi non legge molto fantasy, è chiara la trama un pò classica ma allo stesso tempo godibile: se affrontata in questo modo la lettura è piacevole. Non ci si deve aspettare un nuovo "lo hobbit", tanto per capirci.
In sostanza ha senso la lettura di questo libro se inserita nella saga degli Ohmsford e non letto in modo solitario e con troppe pretese.

Voto Complessivo: 7-