Dati tecnici: romanzo di Bret Easton Ellis, pubblicato nel 1998. 720 pagine.Trama: Victor Ward è l'io narrante; è un modello semifamoso, estremamente superficiale e un po' lento. Il suo mondo è l'universo patinato di feste hip, pose per i fotografi, vestiti firmati. Ad un certo punto, senza preavviso, Victor si trova (forse) coinvolto in un progetto di terrorismo internazionale, e gli eventi mondani si inframezzano a crudissime e sadicamente dettagliate scene di tortura e strage. La qualità della narrazione è ottima e la trama superbamente gestita. Il finale è aperto.
Commento: Molti gli elementi da considerare, e tenete conto che la mia è una relazione 'a caldo'. Dunque. Per 250 pagine circa l'autore si spippetta con lo stereotipo del tipo trendy, bello e vuoto. Quindi il primo terzo del libro presenta solo scene del tipo: 'vado con x alla festa di y, mi metto in posa con w e z per la prossima copertina della rivista p, saluto q che mi invita ad un party nella villa di r per giovedì sera, s mi passa una canna mentre nel locale entrano t e u'.. pallosissimo, secondo me. Poi, il romanzo vira senza preavviso: iniziano scene di violenza sempre più cruda, ma il genio dell'autore sta nell'instillare il dubbio nel lettore: sto 'vedendo' verità o finzione? Infatti, Victor comincia improvvisamente ad interagire con una troupe, un regista, un direttore di fotografia. Ecco dunque che, durante una lite fra personaggi, il regista chieda di ripetere una battuta o l'intera scena per riprenderla da un'altra angolazione. Oppure, descrivendo un'esplosione, si parla di 'stuntman che si gettano dalle finestre' e di 'manichini di cadaveri'. Ma gli indizi sono fuorvianti: in un'altra scena, ecco piovere 'arti amputati, la maggior parte dei quali sono veri'. La presa su di me, in questa parte (che dura fino alla fine del romanzo), è stata fortissima, è un gioco fra Ellis e lettore, una sfida continua. E si fanno spazio nelle descrizioni, a ritmo crescente, un freddo polare, coriandoli, mosche e odore di merda. In un ultimo caso, popcorn. Perchè? Ellis non lo dice. Dunque n.2: Prima parte da dimenticare, imho. Seconda parte veramente ben narrata, un ritmo che non lascia scampo, trama sorprendente, 500 pagine lette pensando 'ma porco cazzo what's the story morning glory, well?'. Il tema del dualismo realtà/finzione e della loro mutua correlazione è portante, e su questo equilibrio si muovono Victor, le modelle, la troupe.. l'altra troupe. Il fatto che il finale non chiarisca quasi nulla (o perlomeno non in modo cristallino) mi ha fatto abbastanza incazzare: sono tutti buoni a disseminare indizi senza poi prendersi la briga di convogliarli in qualcosa di sensato.
Morale: Un libro dalla cui lettura potrebbe nascere una gran bella discussione. Lo consiglio, invitando però i potenziali lettori a tener conto di questa sua peculiare struttura.
Voto: 6 alla prima parte, 8.5 alla seconda, 2 al finale. Inspiegabilmente, il voto complessivo è 7/8.
9 commenti:
Ora, voglio il parere del nonno. Sarei molto curioso anche delle opinioni di voantri, aveste voglia di leggere.
mi hanno scombussolato i voti. dati da uno che con la matematica ci va a letto...
è una media ponderata, non algebrica. ora spaciocco e trovo i parametri.
preso il the.
allora, rilevanze:
inizio: 2/3
parte centrale: 2
finale: 9/8
voto = ((6*2/3)+(8,5*2)+(2*9/8))/3
= (4+17+2.25)/3
= (23.25)/3
= 7,75
= setteallotto [7/8]
C.V.D.
ma vai a cagare.
parto dal fondo. i miei voti sono...
8 per la prima parte (ellis inquadra preciso il mondo del personaggio. l'eccessiva lunghezza della sezione corrisponde alla volontà di mostrare il vuoto, dimostrando la sostanziale ripetitività degli eventi e l'impersonalità dello starsystem (tanti nomi intercambiabili, uno vale l'altro, tutti fanno le stesse cose, stesse cene, droga e cazzi finti).
secondo me l'intento di ellis è quello di stufare il lettore.
per nausearlo, per saturare la sua voglia di "gossip", per preparare il confronto con il vomito e il sangue (non più metaforici, ma tangibili) della seconda parte.
in più è scritto da dio (qua e là ci sono delle descrizioni di situazioni reali/surreali che basterebbero per spiegare l'idiozia del mondovip, anche senza le budella di fuori)
7 1/2 per la seconda parte. trovo divertente e azzeccato l'inserimento della violenza estrema, del sesso estremo, di una trama. l'intuizione migliore, secondo me (come tu hai scritto), è la presenza- non presenza della troupe. frutto dell'immaginazione del protagonista, ma capace di influenzare e pedinare la realtà (victor esce da se e dal mondo diventando il protagonista di una fiction).
la troupe è un po' ciò che rimane del mondo patinato (in cui prima era immerso), dalla sua partenza per l'europa in avanti (viaggio in cui conoscerà la realta ma solo passando per violenza puzza merda e morte). molto significatrivo...
l'unica cosa è che la qualità della scrittura non resta sempre ai livelli della sezione precedente (scene di lotta con pistole e inseguimenti un po' banali, anche se (forse) ironiche. evitabili, a parer mio).
9 1/2 per l'ultima parte. gli ultimi paragrafi, la montagna, la perdita effettiva dell'identità. scrittura da applausi,
chiusura da applausi.
applausi
voto complessivo 9.
è vero che ha seminato tanto. ma molti elementi sono inserimenti surreali semplicemente metaforici. (puzza di merda eccetera).
non ti ho fatto i complimenti per la recensione che mi è piaciuta molto
quando me lo passerete?
Uno dei più bei libri degli ultimi 30 anni. Dialoghi perfetti, humor irresistibile e orrore demoniaco fusi insieme come poche volte nella letteratura. Ellis al suo massimo. Un libro da leggere e rileggere. voto 9,5.
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