Dati tecnici: Romanzo del 1986, uno dei più famosi di King, se non IL più famoso. Tratto dal libro è il film omonimo del 1990 (vedi sotto). Decisamente lungo (più di 1200 pagine, è catalogato come uno dei grandi capolavori dell'Horror)Trama: 7 ragazzi nella cittadina di Derry (nel Maine, come sempre), passano parte della loro giovinezza a combattere contro le difficoltà dell'essere bambini, della lotta con i bulli della scuola ma soprattutto contro un mostro che (si scopre ciclicamente, ogni 27 anni circa) uccide e divora soprattutto i bambini, mostrandosi sottoforma dei loro più terribili incubi (vampiro, mummia, lupo mannaro, a seconda della paura più nascosta nella vittima) attirandoli spesso con forse la forma più inquietante: un pagliaccio con i bottoncini arancioni, a prima vista simbolo di gioco e spensieratezza, ma terribile e violento come nessun incubo mai vissuto prima. E' proprio sottoforma di pagliaccio che uccide e divora George, il fratellino del protagonista della storia, Bill.
Da quel momento è una caccia che si protrarrà per un arco di 28 anni, prima quando i 7 bambini capeggiati da Bill affrontano il pagliaccio Pennywise (così si fa chiamare) nelle fogne della città; poi da adulti, quando ritornano loro malgrado alla cittadina Natale, perchè Pennywise è tornato, un'altra volta, come sempre, come ogni ciclo. Per batterlo una volta per tutte.
Commento: Una storia lunga, davvero molto lunga. Con tanti intermezzi e parentesi che ormai sono classicismi formali e tecnici del Re. Per certi versi, mio personale punto di vista, le storie singole dei 7 ragazzi, i flashback e le storie che (sembra) poco centrino con la trama generale sono parte integrante e ben funzionale della storia: insomma, anche se sembrano frenare il racconto, non disturbano effettivamente la lettura.
Piuttosto, è la lotta con It che a mio modo di vedere cade pagina dopo pagina verso il baratro finale: probabilmente King voleva raccontare una paura troppo grande o troppo difficile da rappresentare, e già aveva scritto 1000 pagine di preambolo...farne altre 1000 per raccontarne la lotta sarebbe stato troppo. E le 100 finali rendono male la doppia sfida da bambini e da adulti (sempre portata avanti in parallelo, e questo è un bene).
Capire esattamente cosa è IT, da dove arriva, cosa vuole (e nella parte finale del libro è "spiegato") è ciò che, se mi si permette un parallellismo quasi scandaloso, Tolkien ha scritto nel Silmarillon: ovvero il "prima" è talmente importante e vasto, che bisogna spiegarlo a parte.
Scritto invece quasi in appendice a IT è svilente nei confronti di un volume da 1200 pagine che, per quanto è stato preparato nella stesura e nella trama, merita di più. Insomma, una pessima chiusura della storia, a mio modo di vedere. IT è il male che esisteva prima del mondo? Mah. Spiegato col culo, secondo me.
Ottimi davvero i punti in cui ognuno dei 7 personaggi ritorna mentalmente al proprio passato e riscopre i posti e le persone con cui ha passato la propria infanzia. Ad esempio il punto in cui Bill ritrova Silver (la sua vecchia bicicletta) nella vetrina di un negozio di oggetti usati.
Sono molti i punti in cui King torna sull'infanzia (e relativi traumi) e sull'argomento "memoria", e questi sono i veri momenti cardine su cui ruota la storia. E forse, gli unici in cui si spendono buone ore di lettura.
Invece il rito con cui viene sconfitto definitivamente It e alcune pippe sull'amicizia (davvero troppo pedanti) e sull'unità del gruppo (scadendo in panzane incredibili) sono le vere pecche di un volume che per 1200 pagine forse non vale la pena spenderci il proprio tempo, sinceramente.
Voto complessivo: 5
[sotto: il pezzo incipit, che nel libro è molto meglio. Strano]
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